L’omicidio nautico è (finalmente) legge, reclusione da 2 a 7 anni


Sono pochi ma è già un passo avanti. Verrà punito con la reclusione il reato di “Omicidio stradale e nautico”, articolo 589 bis, (finalmente) approvato il 20 settembre dalla Camera con 268 sì e un solo no. In Aula, in quasi tutti gli interventi, è stato ricordato l’incidente sul lago di Garda del 2021 in cui persero la vita Greta Nedrotti e Umberto Garzarella, travolti da un conducente in stato di ebrezza.
Ma è solo uno dei tantissimi.

Peseranno anche le aggravanti, le stesse del reato stradale: chi naviga in stato di ebrezza o sotto effetto di sostanza stupefacenti, la mancanza di patente nautica, di assicurazione dell’unità navale, per le quali si rischia tra gli 8 e i 12 anni di reclusione. La pena verrà dimezzata se il decesso non è provocato esclusivamente per colpa del conducente mentre potrà arrivare fino a 18 anni di detenzione se si provoca la morte di più persone. La pena aumenta, invece, da un terzo a due terzi se il conducente scappa dopo l’incidente.

La proposta di legge, firmata dai senatori di FdI Alberto Balboni e Guido Quintino Liris, lo scorso febbraio aveva già ricevuto il via libera dal Senato e diventerà effettiva subito dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Fino ad ora, gli omicidi o le lesioni procurate in navigazione marittima o interna, venivano puniti con l’applicazione delle pene dell’omicidio semplice.

(Photo: Guardia Costiera)

image_printStampa PDF