L’intermodalità torna al centro del dibattito industriale e logistico nel programma di mercoledì 4 marzo a Shipping, Forwarding & Logistics Meet Industry con una sessione dedicata a una domanda cruciale: cosa si può fare oggi, mentre il sistema attende il completamento delle infrastrutture?
Dopo aver analizzato nelle passate edizioni le valutazioni economiche delle opere di trasporto e i primi bilanci del PNRR, ora si propone un cambio di prospettiva. L’obiettivo è uscire dalla logica che rimanda la crescita dell’intermodalità esclusivamente alla disponibilità futura delle infrastrutture, concentrandosi invece su politiche, strumenti e scelte operative in grado di produrre effetti nel breve periodo.
Si discuterà sullo stato di avanzamento delle infrastrutture, il ruolo dei porti e delle connessioni ferro-portuali, le opportunità offerte dalle autostrade del mare e dell’acqua, oltre alle prospettive dell’intermodalità aereo-terrestre. Tra i temi in agenda anche gli strumenti digitali per favorire l’integrazione modale, la riforma degli incentivi e il ruolo delle Zone Logistiche Semplificate.
A orientare il dibattito è la consapevolezza che, in un Paese caratterizzato da percorrenze medie e corte e da una forte dispersione dei punti di origine e destinazione dei carichi, lo shift modale non può essere interpretato come soluzione unica. L’utilizzo più intenso dei porti esistenti, l’ottimizzazione delle connessioni e una maggiore cooperazione territoriale possono rappresentare leve operative già nel breve termine.
Il quadro di riferimento è delineato dal recente studio di Cassa Depositi e Prestiti, che definisce la logistica il “motore invisibile dell’economia italiana”. Con oltre 120 miliardi di euro di fatturato, 72 mila imprese e 720 mila addetti, la filiera è la terza più grande d’Europa dopo Germania e Francia. Ogni milione di euro investito nel settore genera 2,1 milioni di euro di produzione aggiuntiva, confermandone l’effetto moltiplicatore sull’intero sistema economico.
Lo studio evidenzia tuttavia alcune criticità strutturali: l’88% dei volumi interni viaggia su strada, mentre l’intermodalità fatica a svilupparsi per costi elevati e carenze nei collegamenti di penultimo e ultimo miglio. Il settore è inoltre caratterizzato da un forte dualismo dimensionale, con una frammentazione che limita la capacità di innovazione, nonostante oltre 250 operazioni di fusione e acquisizione negli ultimi dieci anni indichino una tendenza alla concentrazione e alla ricerca di economie di scala.
In un contesto globale segnato da regionalizzazione degli scambi e ricerca di filiere più resilienti, l’Italia può tornare centrale nelle rotte mediterranee, a condizione di valorizzare strumenti come ZES e ZLS e di rafforzare le connessioni intermodali tra porti, ferrovia, gomma e trasporto aereo.
a sessione si aprirà con i saluti istituzionali di Edoardo Rixi, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti; Marco Bucci, Presidente, Regione Liguria; Alina Candu, Segretario Generale, Confindustria Lombardiae Presidente,GECT Reno-Alpi.
Seguirà la tavola rotonda “L’intermodale ferro-portuale” cui parteciperanno: Giuseppe Rizzi, Direttore Generale, Fermerci; Roberto Petri, Presidente, Assoporti; Tomaso Cognolato, Presidente, Assiterminal; Bruno Pisano, Presidente, ADSP Mar Ligure Orientale; Matteo Paroli, Presidente, ADSP Mar Ligure Occidentale; Luca Brandimarte, Responsabile Porti, Logistica e Concorrenza, Assarmatori.
Gli altri interventi frontali raccoglieranno i punti di vista degli operatori di settore tra aziende della logistica e della portualità; consulenza e associazione:
Francesco Bargiggia, Dirigente Infrastrutture ferroviarie e Opere pubbliche, Regione Lombardia
Pietro Dagnino, Partner, Studio Legale Siccardi Bregante & C.
Marco Conforti, Presidente, PSA Italy
Santi Casciano, Amministratore Delegato, Vado Gateway
Massimo Stronati, Presidente, Interporto Marche
Alessandro Albertini, Presidente, ANAMA
Marzia Picciano, Public Affairs Manager Italia & Iberia, UPS e Membro Gruppo Giovani, ALSEA
Andrea Bardi, Direttore Generale, Istituto sui Trasporti e la Logistica
Bartolomeo Giachino, Presidente, SAIMARE
Il filo conduttore della sessione sarà dunque trasformare l’intermodalità da obiettivo programmatico a pratica operativa, individuando leve attivabili nel breve periodo per migliorare efficienza e competitività prima ancora del completamento delle grandi opere.
In un sistema industriale esposto a tensioni geopolitiche e pressioni sui costi, l’integrazione tra nave, treno, camion e aereo non è solo una scelta tecnica ma una decisione strategica. La vera sfida non è attendere infrastrutture perfette, ma utilizzare meglio quelle disponibili, coordinando incentivi, governance territoriale e strumenti digitali.
Shipping, Forwarding & Logistics Meet Industry (SMI26) è il forum di riferimento per il mondo della logistica, dello shipping e delle supply chain italiane e internazionali, giunto alla 10ª edizione. L’evento è promosso da Alsea, dall’International Propeller Club – Port of Milan e da Assologistica presso Assolombarda a Milano.
Registrazione obbligatoria su https://www.shippingmeetsindustry.it/partecipa-2026/
Photo Credit: Assolombarda

