La sessione pomeridiana di Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry (SMI) di martedì 3 marzo al Centro Congressi Assolombarda a Milano.si apre con la sessione intitolata: “Cosa c’è nel Made in Italy: catene di fornitura, componenti del valore, forza dei brand”, focus dedicato all’evoluzione del modello export italiano e alle sue implicazioni industriali e logistiche.
MAIN TOPICS
Cosa traina l’economia italiana, tra forza strutturale e contingenze
L’Italia nelle supply chain mondiali
Le materie prime critiche interessano soprattutto all’Italia
Che valore hanno i brand italiani
I componenti dei brand italiani e la logistica
La storia infinita dell’amore folle per il franco fabbrica
All’industria non interessa la logistica: vero, falso o dipende?
La sessione moderata da Massimo Marciani, Segretario Generale dell’Osservatorio TCR- TCR – Transport Compliance Rating, sarà suddivisa in due parti: la prima con interventi frontali di Fabrizio Clermont, Dirigente, Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Lorenzo Tavazzi, Senior Partner & Board Member, TEHA Group; Massimo Pizzo, Senior Consultant, Brand Finance e il contributo di Adaci – Associazione Italiana Acquisti e Supply Management; la seconda riguarderà una tavola rotonda in cui imprenditori del made in italy approfondiranno come la logistica possa incidere strategicamente sul valore del prodotto. Attualmente le aziende che hanno confermato la propria partecipazione alla tavola rotonda sono: Accudire, Dole Italia, Haribo, Latteria Soresina, Marcegaglia e Tarros. (L’agenda è in costante aggiornamento e altri nomi del Made in Italy potranno aggiungersi al panel ndr.).
Il dibattito partirà da una considerazione generale sull’andamento economico del Paese, caratterizzato da una stagnazione del PIL, in cui la resilienza dell’export rappresenta l’unico fattore di tenuta dell’economia, con valori che si avvicinano a quelli della Germania.
Secondo le rilevazioni ISTAT, nei primi undici mesi del 2025 l’Italia ha esportato circa €591,3 miliardi, con un aumento in valore del +3,1% e in volume del +0,4% rispetto allo stesso periodo del 2024, dato trainato principalmente dal settore farmaceutico. Su mercati strategici come gli Stati Uniti, le esportazioni italiane sono cresciute del +8%, risultando superiori a quelle di concorrenti come Germania, Francia e Spagna. La bilancia commerciale mantiene un surplus significativo di €35 miliardi (oltre €71 miliardi al netto dell’energia)
Questi dati confermano il ruolo centrale dell’export per l’economia italiana, ma evidenziano anche la fragilità di un modello fortemente dipendente da fattori esterni e da flussi logistici controllati da terzi. Il modello è apparentemente efficace nel breve periodo, ma fragile e vulnerabile ad eventuali shock esterni, con intere aree economiche refrattarie alle esportazioni italiane, come ad esempio la Cina. La sessione pone una domanda chiave per il sistema industriale italiano: quanto l’attuale apparente solidità dell’export è accompagnata da un reale governo dei flussi e dalla resilienza delle filiere, e quanto invece rischia di restare una crescita fragile e sbilanciata?
Un altro passaggio cruciale riguarda la persistente centralità del franco fabbrica nel modello italiano. Con questa formula contrattuale, l’impresa mette il prodotto a disposizione nel proprio stabilimento, trasferendo al cliente – o ai suoi intermediari – l’onere e il rischio del trasporto.
Storicamente adottato per ridurre complessità e responsabilità operative, oggi mostra limiti evidenti: delegare a terzi la gestione dei flussi significa perdere visibilità sulla supply chain, sui tempi di consegna e sui costi reali, oltre a ridurre il controllo sul rapporto con il cliente finale.
In questo contesto, un salto di qualità dell’economia italiana richiede un cambio di paradigma in cui la logistica non sia più una fattore di costo da comprimere, ma una leva strategica fondamentale per garantire continuità e competitività. Solo un approccio che consideri la logistica come elemento centrale può permettere all’Italia di trasformare l’export da crescita “dopato” a componente sostenibile sostenibile e controllato.
Shipping, Forwarding & Logistics Meet Industry (SMI26), il forum di riferimento per il mondo della logistica, dello shipping e delle supply chain italiane e internazionali, giunto alla 10ª edizione. L’evento è promosso da Alsea, dall’International Propeller Club – Port of Milan e da Assologistica, la cui adesione consolida ulteriormente SMI quale piattaforma di riferimento in Italia per chi opera nella logistica, nei trasporti e nella gestione delle supply chain.
Iscrizioni e aggiornamenti su www.shippingmeetsindustry.it

