Da Fai-Confrasporto il Manifesto per una politica europea dei trasporti


Al Salone fieristico Transpotec Logitec di Milano, è stato presentato dal presidente Uggè e dal segretario generale Fai Carlotta Caponi, che hanno sottolineato la centralità dei trasporti e della logistica nell’economia italiana ed europea.

di Paolo Uggè, Presidente Fai-Conftrasporto e Unatras

“Fai/Conftrasporto ha elaborato un proprio documento che intende, come annunciato, mettere a disposizione di quei candidati e quei partiti chi vorranno approfondire il vero ruolo della logistica, proposte e riflessioni. Leggiamo documenti da parte di esperti e forze politiche, ma anche prese di posizione dei molti cittadini, purtroppo disinformati del ruolo dei trasporti e della logistica.
Che ruolo e quali connessioni i trasporti e la logistica hanno per il nostro Paese, per la Sua gente, al fine di dare competitività al nostro sistema produttivo? Confindustria ha stimato una crescita del Pil dello 0,9% ben più alta rispetto alle previsioni del Governo. A nessuno sfuggirà che senza i trasporti e la logistica questo obiettivo, tuttavia, non può essere raggiunto!  Senza una logistica che funzioni le merci prodotte, o trasformate in Italia, non riescono ad essere elementi generatori di competitività: sembra un principio ovvio ma difficile da far comprendere ai cittadini ma quello che risulta grave è non riuscire sempre ad interessare, soprattutto, una classe politica disattenta, forse superficiale ma talvolta purtroppo “ideologicamente contraria a prescindere”. Sarebbe sufficiente assumere a riferimento, a supporto di queste prime considerazioni e riflessioni, quanto nel passato un Premio Nobel dell’Economia Vassily Leontief, quarant’anni fa, in occasione della redazione del Piano Generale dei trasporti, ebbe a sostenere. La Sua teoria “input – output” dimostrava chiaramente già allora che: Esiste una correlazione diretta tra crescita del trasporto e PIL.
Vi sono tuttavia alcuni fatti più recenti ed elementi che sono una conferma di questo assunto.
Come dimenticare l’emergenza Covid. Il Paese non si è fermato. Gli ospedali, i luoghi di cura, le attività produttive non si sono bloccate; lo stanno facendo comprendere le varie guerre degli ultimi anni: Ucraina e ultimamente Israele e Mar Rosso- Canale di Suez ma anche le limitazioni del canale di Panama.
Ce lo fanno confermano purtroppo i vincoli imposti all’interno dell’Unione Europea nei transiti delle merci. Bianco, Frejus, ed ultimo, ma non ultimo, il Brennero. Per i più disattenti vorrei ricordare che l’Unione europea ha individuato e con determinazione mai abbandonato, le tre edizioni delle reti Trans European Network. La realizzazione delle grandi reti di collegamento (dieci e quattro riguardavano l’Italia) aveva come obiettivo incrementare la competitività dell’economia europea rispetto alle altre economie del mondo. Nell’ultima conferma, che prevede una partecipazione a sostenere i costi, è stato chiaramente inserito il Ponte sullo Stretto. Se fosse necessaria una ulteriore conferma basterebbe rammentare come con la sottoscrizione del trattato di Schengen si è istituita di fatto una zona di libera circolazione senza controlli alle frontiere interne.
Non credo serva altro! Quando assistiamo a manifestazioni o prese di posizione di rappresentanti della politica sia in Europa che nel nostro Paese contro la realizzazione di infrastrutture dobbiamo pensare, forse anche riflettere, sui perché. Ognuno ha le proprie convinzioni ma: La Tav; il Terzo valico; le Gronda Est ed Ovest di Genova, la seconda canna del Tunnel del Bianco e del Frejus, (pronta ma in attesa di collaudo), il Ponte sullo Stretto del quale si è accennato prima, il passante ferroviario a Firenze, etc..

Mi fermo qui ma non posso che osservare come questa politica del No!  a prescindere abbia danneggiato, e continuerebbe a farlo, l’economia, il sistema produttivo, la competitività e la vita dei cittadini.
Quanta demagogia ed ambientalismo di mestiere! Quante falsità! Ne abbiamo registrate di tutti i colori. Aggiungo anch’io una nota dolorosa che spesso mi induce a pormi questa domanda: se la “Gronda di Genova fosse stata realizzata quanto traffico, soprattutto pesante, non sarebbe transitato sul Ponte Morandi.  Vorrei dare qualche dato ancora sul quale riflettere: se l’Italia avesse il grado di accessibilità della Germania il nostro Pil incrementerebbe di 91 Mld/anno. (dati del centro studi Confcommercio).
Tenuto conto della rilevanza strategica dell’asse del Brennero, l’ufficio studi Conftrasporto ha stimato che una singola ora di rallentamento per tutti i veicoli in transito, dei tempi necessari per l’attraversamento del valico, comporta su base annua per l’intero sistema economico, un danno nell’ordine di circa 370 milioni di euro. Questo senza pensare che gli automezzi che percorrono quei cento kilometri, spesso a passo d’uomo emettono in sostanze inquinanti molto di più. Non porsi, quindi, la questione trasporti e logistica, non facendola rientrare, se non addirittura come una negatività per il danno che recherebbe all’ambiente, è oltre che irreale, delittuoso.
Senza un sistema logistico funzionante le merci resterebbero nei piazzali e nei magazzini di chi li produce!
La domanda: chi si è opposto e continua ad opporsi nel dotare il Paese delle infrastrutture e di un sistema logistico adeguato risponde agli interessi dell’Italia? E’ forse una scelta che favorisce coloro che intraprendono nella logistica e dei trasporti? E’ utile alla economia italiana?
Le risposte sembrano conseguenti.

Queste considerazioni inducono la Fai/Conftrasporto ad elaborare un manifesto in vista delle elezioni europee del 8 e 9 giugno che qui di seguito si riportano. Esistono atti ufficiali, quindi probanti, che alcuni rappresentanti delle forze politiche italiane quando chiamati ad esprimersi in Parlamento sostengono soluzioni penalizzanti per l’attività di autotrasporto e della logistica. Ma queste posizioni finiscono per danneggiare le attività del nostro sistema produttivo. Non lo fanno in nome del rispetto ambientale, anche perché basta scorrere i dati scientifici con obiettività e senza preconcetti, per ottenere delle risposte non certamente in linea con le tesi propagandate dai sostenitori di tali convinzioni. Per altro mentre da un lato si sostiene l’intermodalità e l’utilizzo alle modalità marittime o via ferro dall’altro si propugna l’incremento delle portate dei semirimorchi o dei gigaliner. Se, come risulta innegabile, il trasporto su gomma è senza dubbio più competitivo, con l’incremento delle portate si induce a dei comportamenti in evidente contrasto con una politica tendente a favorire le modalità suddette. Una evidente contraddizione in termini. Finisco nel ricordare che l’intero Continente Europeo partecipa alle emissioni di inquinanti per il 23/24% circa. A questa percentuale il trasporto partecipa per il 7/8%. Considerazione ovvia: certamente la tutela dell’ambiente è un dovere ma questa battaglia deve coinvolgere tutte le economie del mondo. Altrimenti, come oggi constatiamo, rischia di essere un autogoal clamoroso, come fu la scelta della bocciatura del nucleare. Lamentarsi dopo non serve!

Buon voto consapevole. 

Manifesto FAI-Conftrasporto elezioni europee 2024
FAI-Conftrasporto, Federazione Autotrasportatori Italiani- è la più importante associazione italiana di imprese di autotrasporto merci in conto terzi. Aderisce a Conftrasporto-Confcommercio, principale soggetto di rappresentanza di tutte le imprese di trasporto e logistica operanti in Italia.

Premessa
Lo sviluppo del sistema economico europeo e nazionale, la concreta attuazione del mercato unico, la competitività delle imprese e la vitalità socio-economico dei contesti abitati dipendono dal grado di accessibilità dei territori e dalla possibilità per imprese di trasporto e logistica di operare con efficienza.
Il 74% delle merci trasportate via terra in UE si muove su strada, assicurando la concreta attuazione del principio di libera circolazione. In Italia la percentuale raggiunge l’84%. Il che vuol dire, in maniera evidente, che l’autotrasporto merci è un’imprescindibile colonna portante dell’intero sistema produttivo, un amico dell’economia e della società europea, che non va né trascurato, né penalizzato.
Le politiche di settore, siano esse a livello nazionale o sovranazionale, devono partire dal dato rappresentato per identificare le soluzioni migliori. Intermodalità, ripartizione più equa di quote modali, sostenibilità ambientale, accessibilità territoriale e altri temi fondamentali devono essere declinati con la consapevolezza che scelte concretamente non realizzabili in virtù delle disponibilità tecnologiche ed organizzative non penalizzano soltanto le imprese di autotrasporto, ma bloccano la mobilità di merci e persone, rallentando lo sviluppo dell’intero sistema europeo.

Per la prossima legislatura europea FAI-Conftrasporto vuole evidenziare quattro linee strategiche di intervento per garantire competitività al settore e alle imprese di poter concorrere in maniera leale, in un contesto infrastrutturale sicuro, efficace e senza colli di bottiglia.
1. Persone
2. Competitività
3. Sicurezza
4.Ambiente.

Persone: accesso alla professione, formazione degli autisti, ricambio generazionale, rispetto delle regole
Il settore dell’autotrasporto ha da tempo rappresentato il problema della carenza di autisti, fenomeno oramai emergenziale a livello europeo. A livello nazionale, si stima la mancanza di oltre 20.000 conducenti e i contributi varati dal Governo con l’iniziativa “Giovani Autisti” per l’ottenimento dei titoli di guida necessari non bastano. L’età media sempre più avanzata del personale viaggiante e la quasi assenza di un effettivo turn over nel settore, non solo minacciano la tenuta della catena logistica, ma rappresentano dei rischi concreti per la sicurezza stradale, oltreché elementi di grave pregiudizio per l’equilibrio della bilancia sociale.  
• La normativa europea deve intervenire per consentire di poter avere già dopo la scuola la formazione e i titoli necessari alla guida, evitando sia oneri eccessivi che un allungamento dei tempi che finiscono col disincentivare la forza lavoro interessata.
• È necessario, inoltre, un aggiornamento della legislazione UE sulla formazione professionale dei conducenti, in coerenza con le evoluzioni tecniche dei veicoli, delle evoluzioni digitali che riguardano tutti gli aspetti connessi con la guida.
• Sarebbe opportuno per sopperire alla carenza di personale anche promuovendo il riconoscimento dei titoli di abilitazione alla guida rilasciati dai Paesi Extra-UE.
• Nell’agevolare l’ingresso di manodopera specializzata dai Paesi terzi, ma anche con riferimento alle prestazioni di lavoratori unionali, occorre tuttavia che si vigili attentamente sulla preservazione dei corretti livelli di tutela e di retribuzione del lavoro, contrastando con forza qualsiasi forma di sfruttamento e di dumping sociale.

Competitività del sistema economico europeo grazie a infrastrutture e trasporti efficaci

L’articolo 26 del TFUE sancisce il principio della libera circolazione delle merci. Questo principio è alla base di tutto lo sviluppo prospero e continuo del mercato che si è registrato in Europa per oltre 60 anni. Le stesse reti TEN, i loro aggiornamenti e le loro estensioni sono stati essenziale prerequisito per il benessere sociale e la competitività economica europea. FAI-Conftrasporto da sempre chiede che questo pilastro per lo sviluppo venga preservato e garantito, anche rispetto a scenari internazionali incerti e a politiche regionali che limitano la libera circolazione senza motivi oggettivi.
• Al fine di coordinare gli interventi relativi alle opere di comune interesse in ambito unionale, si ritiene auspicabile l’istituzione di una cabina di regia europea per la pianificazione, la progettazione, la realizzazione e il monitoraggio delle infrastrutture strategiche.
• La permeabilità dell’arco alpino è fondamentale non soltanto per l’economia italiana, ma anche complessivamente per il buon funzionamento del mercato europeo. È necessario e urgente garantirla concretamente, coordinando i lavori di manutenzione infrastrutturale e rimuovendo senza indugio limitazioni alla circolazione stradale del trasporto merci introdotte, in maniera unilaterale e discriminatoria, dall’Austria, a partire dall’asse strategico del Brennero.
• Oltre a dover garantire il transito ai valichi, è fondamentale riconoscere il ruolo strategico della dimensione euro-mediterranea per lo sviluppo dei traffici nazionali ed europei. Soprattutto, alla luce della crescente competizione dei porti nord-africani come sistemi logistici-produttivi, è bene che le istituzioni europee assicurino la completa infrastrutturazione della rete TEN, anche con riferimento al corridoio Scandivano e alla realizzazione dell’attraversamento stabile dello Stretto di Messina.
• Fai-Conftrasporto e le sue imprese sono state artefici dello sviluppo dell’intermodalità strada-mare e strada-ferro. Tale sistema è cruciale per garantire la competitività dell’intero settore, per un riequilibrio modale e per ottimizzare le attività di trasporto. L’intermodalità, però, è competitiva solo laddove si può contare su disponibilità di infrastrutture e servizi di trasporto reali. 
• Al fine di rendere competitivo il ricorso al trasporto intermodale, si ritiene auspicabile l’istituzione di un programma europeo strutturale di incentivazione del combinato strada-mare e strada-ferro.

• La permeabilità dell’arco alpino e dei territori garantisce la mobilità delle merci, principale elemento di creazione di benessere sociale. Al tempo stesso, è necessario un approccio sistemico, che valorizzi i porti nazionali ed europei con politiche settoriali che non creino alterazioni della concorrenza a vantaggio di scali che possono far leva su condizioni di contesto più competitive.
• La digitalizzazione dei procedimenti amministrativi e lo sviluppo di software per ottimizzare tratte e carichi è una priorità europea. È fondamentale che i processi vengano portati avanti in maniera omogenea, favorendo l’interoperabilità dei sistemi, la sburocratizzazione e la smaterializzazione dei documenti di viaggio e delle autorizzazioni. D’altro canto, è importante che la promozione al livello normativo di soluzioni informatiche sia subordinata all’effettiva disponibilità e accessibilità economica delle stesse e che, soprattutto, risponda alle effettive esigenze di operatività delle imprese. Tutto ciò richiama alla necessità di garantire un quadro normativo certo e uniforme al livello europeo sul tema della gestione dei dati da parte di autorità pubbliche, degli organi di vigilanza, degli enti di regolazione e dei provider dei servizi informatici. FAI-Conftrasporto chiede a questo proposito che la raccolta di dati sia limitata allo stretto necessario e che vengano definiti con chiarezza i criteri per l’utilizzo, la gestione e la conservazione delle informazioni acquisiti, garantendo la protezione di quelle sensibili sia dal punto di vista personale che commerciale.
• Occorre garantire alle imprese un quadro legislativo che sia chiaro, coerente, realistico e soprattutto di lungo periodo. La certezza normativa è infatti un presupposto essenziale alla pianificazione degli investimenti. Da questo punto di vista, con specifico riferimento alla Direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici, è fondamentale che non sia modificata la possibilità di prevedere livelli di accisa differenziati per gli operatori professionali, principale strumento di riequilibrio competitivo tra le imprese dell’Unione.

Sicurezza: aree di sosta, no dumping, controlli, ammodernamento infrastrutturale

Non c’è competitività senza sicurezza. Questo connubio è da sempre un principio della FAI Conftrasporto, che lo ha declinato in ogni sua azione e attività a supporto delle imprese. L’efficienza del trasporto è direttamente collegata alla capacità di operare nel rispetto delle regole, garantendo la sicurezza delle persone e di tutti i mezzi che circolano.
• In Italia e in Europa da anni si riscontra una carenza di aree di servizio attrezzate per gli operatori del trasporto merci. I progetti per lo sviluppo di nuove aree sono ancora troppo pochi per coprire l’intera rete stradale. È bene investire per far sì che autisti, mezzi e merce possano utilizzare aree di soste confortevoli, attrezzate e sicure, sempre operative e diffuse su tutto il territorio.
• La sicurezza non riguarda solo autisti e veicoli, ma anche le infrastrutture. Le recenti politiche in materia, con un’interpretazione troppo restrittiva del principio DNSH (Do Not Significant Harm, ossia il principio in base al quale le risorse del PNRR non possono essere utilizzate per finanziare opere che arrechino danno all’ambiente), hanno finito con l’escludere l’ammodernamento delle infrastrutture stradali dalle priorità di intervento. Bisogna intervenire per superare questa criticità. Oltre alla rilevanza del trasporto stradale, che imporrebbe di garantire strutture sempre sicure agli operatori, è necessario garantire che il ciclo di vita di un’opera sia monitorato e laddove necessario messo in sicurezza con pronti interventi di manutenzione.
• La sicurezza passa anche attraverso il rispetto delle regole che disciplinano le attività di autotrasporto e dei controlli su strada. FAI-Conftrasporto chiede la piena implementazione degli strumenti e delle misure finalizzate a garantire il rispetto della normativa sulla sicurezza, sui tempi di guida e sul cabotaggio, contrastando i rischi per la sicurezza della circolazione e quindi per la competitività del sistema economico.

Ambiente: neutralità tecnologica, misure realizzabili, intermodalità, sostenibilità economica e sociale

La legislatura che si va a concludere ha investito molto sulla sostenibilità ambientale europea. L’UE intende arrivare al 2050 con un sistema economico neutrale. Dal punto di vista delle emissioni clima alteranti L’ambizione molto alta è condivisa da Fai-Conftrasporto e dagli operatori del trasporto. Partendo dall’obiettivo comune, in questi anni abbiamo assistito a una serie di norme in materia ambientale che sono poco coerenti con la concreta disponibilità di tecnologie e veicoli sostenibili, e che stanno introducendo extra-costi e obblighi insostenibili per le imprese. La ricerca della sostenibilità ambientale, che deve sempre essere coniugata con quella economica e sociale, non può prescindere dal principio di neutralità tecnologica, superando l’ideologia del “tutto elettrico”;
• I trasporti, per loro stessa natura, come qualsiasi attività economica, generano emissioni inquinanti e climalteranti. Se si abbandonasse il metodo parziale e squilibrato di calcolo delle emissioni limitato allo scarico, nessun veicolo sarebbe realmente a zero emissioni, a cominciare da quelli elettrici. In Italia, infatti, il 63% dell’energia elettrica utilizzata è attualmente prodotta attraverso lo sfruttamento di fonti fossili. Anche guardando alla media europea emerge chiaramente come le fonti rinnovabili contribuiscano al mix energetico complessivo ancora per poco meno del 40%. Tale dato dovrebbe bastare a ridimensionare l’apporto effettivo delle motorizzazioni elettriche rispetto al target di decarbonizzazione del trasporto. Attraverso il passaggio ad un metodo di calcolo delle emissioni più corretto e completo, parametrato sull’intero ciclo di vita dei veicoli, si potrebbero, così, valorizzare tutte le diverse tecnologie più pulite disponibili, a partire dall’eccellenza nazionale dei biocarburanti. A questo proposito, andrebbe introdotto un fattore di correzione del carbonio (Carbon Correction Factor), che scomputi le emissioni di CO2 dei veicoli endotermici pro quota per il combustibile rinnovabile impiegato; 
• FAI-Conftrasporto auspica che il prossimo Parlamento possa modificare la proposta di aggiornamento della disciplina sul trasporto combinato sulla base di criteri operativi, senza eccessivi vincoli ed oneri e tenendo in giusta considerazione le diverse conformazioni economiche e morfologiche dei singoli Paesi europei. Sempre per la promozione dell’integrazione modale, FAI-Conftrasporto non ritiene auspicabile liberalizzare in modo generalizzato l’utilizzo di complessi veicolari che eccedano i limiti di sagoma e di peso, come previsto invece dalla proposta di revisione della normativa sui pesi e le dimensioni (COM(2023) 445 final). La circolazione di tali convogli con elevata capacità di carico, infatti, renderebbe, il trasporto su gomma più competitivo, scoraggiando il ricorso al combinato strada-ferro in aperto contrasto con gli obiettivi di decarbonizzazione promossi dalla stessa UE.

Al fine di favorire lo svecchiamento del parco veicolare al livello europeo, FAI-Conftrasporto ritiene auspicabile l’istituzione di uno schema di aiuti di Stato per il rinnovo delle flotte, che tenga conto di tutte le soluzioni tecnologiche disponibili sul mercato. In particolare, nel rispetto del principio della neutralità tecnologica, andrebbe incentivato ogni virtuoso processo di sostituzione di veicoli più inquinanti con mezzi più puliti. Le due distinte misure attualmente previste, rispettivamente di sostegno all’acquisto di veicoli puliti (Reg651/2014)- a partire dal 2026 erroneamente limitato ai soli mezzi elettrici e a idrogeno-e alla rottamazione dei mezzi più inquinanti (Reg 2009/595) andrebbero unificate dando vita ad un unico strumento a supporto del rinnovo sostenibile del parco circolante che, senza preclusioni tecnologiche, favorisca l’adozione di soluzioni di trasporto più pulite, calibrando l’entità del contributo sul costo della sostituzione, con meccanismi premianti in funzione dell’entità del miglioramento delle prestazioni ambientali. Infine, considerando che gli incentivi sono strumenti che andrebbero sempre preferiti ai divieti, si ritiene necessario aggiornare la normativa sul pedaggio per l’uso delle infrastrutture (Dir2022/362), prevedendo una maggiorazione degli sconti per gli utenti abituali, attualmente limitati in generale al 13% dei costi dell’infrastruttura, in caso di utilizzo di veicoli puliti di ultima generazione.

Al termine della mattinata è stato inoltre presentato il libro “Paolo Uggè: l’uomo con la valigia – 50 anni di storia dell’autotrasporto” che racconta la storia dell’autotrasporto italiano attraverso la lente di un testimone storico. Il libro, con la prefazione di Gianni Letta e l’introduzione di Pietro Lunardi, sarà reperibile su Amazon sin dai prossimi giorni. L’intero ricavato sarà devoluto al Progetto Itaca, associazione di volontariato che si occupa di supportare le persone fragili e


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