Stati Generali della Nautica da Diporto: imbarcazioni da diporto in crescita ma le immatricolazioni scendono rispetto al 2021


NauticSud 50° edizione 2024 Mostra d'Oltremare Napoli Convegno SGN DA DIPORTl Ministro Nello Musumeci Foto: Stefano Renna

Il trend produttivo delle imbarcazioni da diporto è in crescita ma le immatricolazioni scendono rispetto al 2021 (da 84.633) a 83.093 del 2023. Allo stesso tempo i natanti, imbarcazioni sotto i 10 metri di lunghezza che non necessitano di immatricolazione, sono in netta crescita registrando circa 416 mila unità. L’analisi della società di studi PwC, presentata agli Stati Generali della Nautica in corso di svolgimento a Napoli, rileva che in Italia l’assenza degli ormeggi è una realtà. In particolare, nel centro nord Italia, la disponibilità per ogni tre barche è di un posto disponibile, mentre il dato peggiora nel sud Italia, dove si arriva ad un solo posto disponibile ogni 4 imbarcazioni.

“Sui porti turistici e aree marine protette, strumenti economici di rilancio per la nautica da diporto, ho già in agenda 3 temi legati ai problemi della nautica da diporto per dare soluzioni. Il primo riguarda il peso burocratico che soffre ogni operatore del settore, per alleggerire la burocrazia dei sistemi esistenti; il secondo intervenire con le istituzioni dei territori per risolvere il problema dei posti barca, un suicidio che non possiamo permetterci e, non ultimo, il valore del mare e la blue economy, che può divenire il motore di crescita delle regioni del Sud” ha dichiarato il Ministro per la protezione civile e per le politiche del mare, Nello Musumeci, al convegno di apertura degli Stati Generali della Nautica da Diporto organizzati da Afina, nell’ambito di NauticSud alla Mostra d’Oltremare di Napoli.

“La nautica può portare un turismo di alto livello e qualità, dobbiamo tenerlo presente per l’economia territoriale che, nella sola Campania, si potrebbe tradurre in oltre 6.300 posti di lavoro con ben 126 milioni di euro di stipendi. Il tutto in una regione dove si registra il 15% di disoccupazione e che tocca addirittura il 40% tra i giovani. Il segmento potrebbe garantire prospettive valide al futuro dei nostri giovani, un’opportunità che non possiamo trascurare. La nautica da diporto, arte di eccellenza dell’artigianato nazionale e vanto del made in Italy, è una soluzione importante ma c’è bisogno dell’intervento istituzionale del governo in favore delle imprese che non possono, e devono, avere limiti di sviluppo ed opportunità” ha sottolineato Gianni Lepre, consigliere del ministro Sangiuliano e da sempre vicino ad Afina.

“Nelle filiere che compongono l’economia blu la nautica è il pulsante più armonico, e figura tra le 8 filiere di maggior importanza per il Pil nazionale. Si tratta del meglio del made in Italy con imprenditori che hanno tenacia, capacità innovativa e gusto per la qualità, un risultato che non si inventa e che ci rende secondi al mondo frutto di anni di tenace impegno dei piccoli e medi imprenditori. In una condizione degli Stati Generali della Nautica dobbiamo considerare lo stato di salute della nautica da diporto – ha proseguito Musumeci – che appare in ottima salute, ma anche con le difficoltà dietro l’angolo. Il Mezzogiorno, nell’economia del mare, ha un tasso di crescita maggiore del centro nord e questo ci fa capire che il mare può diventare il motore di crescita delle regioni del sud, per farlo abbiamo bisogno degli strumenti, se mancano i posti barca bisogna crearli”.

Gennaro Amato, presidente di Afina, ha così recepito il messaggio di conforto che, oltre il saluto della premier Meloni, è giunto dal Governo. “Sono soddisfatto, come imprenditore, delle risposte ricevute dal Governo, che ci fanno capire di non essere in un mare tempestoso, ma di poter finalmente vedere la possibilità di soluzione a questo stato di incertezze che attanaglia il sistema produttivo della piccola e media nautica, ma anche dell’intera filiera nautica italiana”.

Il presidente dell’Autorità portuale del Tirreno centrale, Andrea Annunziata, ha sintetizzato: “Più spazio al diporto. Le istituzioni sono pronte come lo sono i privati, che possono portare anche fondi per lo sviluppo necessario. Un accordo pubblico privato può rappresentare un importante supporto all’azione necessaria. Il piano regolatore prevederà, per nostra competenza, tanti posti barca in più, ma serve una definizione pratica sui progetti ma, pur tenendo conto della tutela dell’ambiente e delle opere di tutela storiche, ora dobbiamo trovare inizio di un processo fattivo”.

Nella foto: la consegna dell’Afina Award al ministro Musumeci


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