Progetti Renew4ge e E-Bridge: i porti di Genova e Savona-Vado rilanciano la sfida del corridoio Reno-Alpi


“L’obiettivo principale è sviluppare un network di trasporti europeo, una singola rete che lavori armonicamente” così Julian Espina del Cinea, Agenzia esecutiva europea per il clima, l’infrastruttura e l’ambiente, che ha salutato in collegamento da Bruxelles una platea d’eccezione riunita lunedì 27 ottobre nella Sala del Capitano di Palazzo San Giorgio a Genova, per fare il punto sui progetti cofinanziati dall’UE RENEW4GE ed E-Bridge e discutere sulle prospettive future di potenziamento dell’intermodalità nel corridoio Reno-Alpi.

Dopo i saluti di Paolo Piacenza, commissario straordinario dell’AdSP del Mar Ligure Occidentale, è intervenuto Emanuele Profice dell’ufficio pianificazione e sviluppo, fornendo una relazione sul progetto RENEW4GE, appena concluso. “I fondi sono stati investiti nel miglioramento complessivo del sistema ferroviario di ultimo miglio del bacino di Sampierdarena e nella pianificazione della nuova Torre Piloti e degli interventi di adeguamento del Parco Fuori Muro. L’obiettivo è il raggiungimento dello standard europeo di 7 binari elettrificati”

Il progetto E-Bridge, che beneficia di un co-finanziamento europeo di 12 milioni, finanzia invece nuovi strumenti digitali per migliorare le prestazioni logistiche del porto. Luca Abatello, Ceo di Circle SpA, società incaricata alla realizzazione dei servizi, ha assicurato che “La progettazione verrà completata entro l’anno prossimo e fornirà nuovi strumenti per la digitalizzazione doganale, l’interoperabilità e l’automatizzazione”.

A testimoniare il coordinamento dei lavori a livello ministeriale è intervenuta da remoto Carla Alessi, Direttore Generale infrastrutture ferroviarie del Mit, che ha sottolineato come “gli investimenti in infrastrutture ferroviarie e digitalizzazione sono fondamentali per la transizione energetica. La realizzazione del corridoio Reno-Alpi e il miglioramento della capacità ferroviaria sono sfide non prive di difficoltà e imprevisti, come testimonia il caso del Frejus, ma non possiamo non vedere i progressi dello shift modale dalla gomma alla ferrovia”.

La mattinata è proseguita con una tavola rotonda sulle sfide dell’intermodalità, con tanti ospiti d’eccezione e tutti i principali stakeholders rappresentati. Olga Simeon, DG competition della Commissione Ue, ha esordito assicurando che “La Commissione ha abbracciato la logica multimodale, guardando a obbiettivi trasversali di transizione digitale e sostenibile. La riforma del regolamento, in uscita l’anno prossimo, prevede nuove linee guida per il trasporto terrestre e multimodale. Saranno attuate iniziative di aumento degli incentivi economici per il trasporto intermodale e introdotte nuove regole contenenti una serie di accorgimenti per evitare meccanismi anticompetitivi”. Dello stesso avviso Vincenzo Carpinelli, Dg Move della Commissione Ue, che ha ribadito la necessità di realizzare le infrastrutture per raggiungere gli obiettivi di integrazione della rete ferroviaria europea.

“L’intermodalità e il trasporto combinato sono la chiave per la transizione energetica. Il framework legislativo è essenziale, quindi sono contento di sentirlo dalla Commissione” ha detto soddisfatto Ralf-Charley Schultze Presidente dell’UIRR international union for road-rail combined transport. “Abbiamo bisogno di uno sforzo di collaborazione, di riunire le parti interessate con più trasparenza e digitalizzazione”.

A seguire Philipp Hänsel, manager del Corrioio Reno-Alpi ha avvertito che “Il compito principale è facilitare la transizione dal sistema ferroviario nazionale ad altri sistemi. Vorrei vedere un piano europeo delle infrastrutture e non tanti singoli piani nazionali”. Opinione condivisa anche da Lars Dieterding, direttore esecutivo di HaCon, azienda leader in soluzioni software per operatori del trasporto e passeggeri, che ha invocato un’armonizzazione dei regolamenti e dei finanziamenti a livello europeo.

Alessandro Panaro, economista dei trasporti presso il Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Srm) ha poi fornito una panoramica sul mercato italiano insistendo sulla necessità di migliorare l’efficienza logistica, che vede l’Italia indietro sulla media europea e mondiale per tempo di permanenza della nave in porto. Andrea Galluzzi, manager di RFI, ha quindi analizzato gli strumenti per la realizzazione e lo sviluppo di un network europeo sostenibile e basato sull’intermodalità, in particolare attraverso i corridoi di trasporto merci su rotaia. A concludere la mattinata è stato Guido Porta, ceo di FuoriMuro, che ha nuovamente ribadito l’importanza delle infrastrutture per conseguire gli obbiettivi, segnalando come il Terzo Valico avrà il ruolo di game changer nella sfida per l’intermodalità dei trasporti europei.

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