Porto Marghera, nuovo terminal Montesyndial: approvato il progetto preliminare per il primo stralcio


Il primo stralcio dei lavori, da completare entro il 2026, comprenderà l’arretramento di 35 metri lungo i circa 1600 metri di sponda del canale industriale ovest e la realizzazione di una banchina operativa di circa 1400 metri

“Dopo 12 anni di attesa, con il recupero e la valorizzazione di un’area dismessa e inquinata, prende finalmente il via il riordino funzionale di Porto Marghera” ha dichiarato il Commissario Straordinario e Presidente AdSP MAS Fulvio Lino Di Blasio.  Il nuovo terminal contenitori consentirà una crescita complessiva del traffico portuale (il potenziale impatto dell’opera è stimabile in 1 milione di TEU/anno) e un ridisegno complessivo del porto razionalizzando la geografia concessoria e funzionale di Porto Marghera, la viabilità merci in entrata e uscita dall’area e l’implementazione di corridoi e piattaforme logistiche volte a diminuire le esternalità negative connesse al traffico portuale. Un iter lungo per il nuovo Terminal Container in area Montesyndial: dopo che la Commissione nazionale VIA del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha confermato la validità delle valutazioni positive (già espresse con il parere n. 1320 del 2 agosto 2013) anche per il progetto aggiornato del nuovo terminal, la struttura commissariale (nominata con DPCM n. 1832 del 13 maggio 2022) ha approvato il progetto preliminare del primo stralcio dell’intervento (decreto del Commissario n.7 del 17 luglio 2023). Via libera dunque alle successive fasi della progettazione e alla realizzazione dell’opera articolata in più stralci. Al termine dei lavori, il canale avrà un’ampiezza di 190 metri, che garantirà piena sicurezza e accessibilità nautica. L’opera verrà realizzata con un finanziamento già concesso di oltre 180 milioni di euro, 35 dei quali di provenienza PNRR-Fondo complementare. Il costo stimato complessivo dell’intervento è stato attualmente rivalutato in aumento, tenendo conto degli incrementi dei costi delle materie prime e dell’energia; per il reperimento delle ulteriori risorse necessarie si farà ricorso a finanziamenti integrativi e alla compartecipazione di operatori economici in regime di partenariato o concessione. Il progetto di riconversione produttiva del compendio di Montesyndial consentirà la riqualificazione ambientale e la valorizzazione di un’area di oltre 90 ettari, inquinata e dismessa, che venne acquistata nel 2010 dall’Autorità Portuale, dando tra l’altro attuazione all’”Accordo di programma per la riconversione e riqualificazione industriale dell’area di crisi industriale complessa di Porto Marghera”. “Dopo i recenti progressi sul tema dei rilasci delle nuove concessioni e relativi investimenti, il sistema portuale veneto compie oggi un ulteriore significativo passo in avanti per il proprio sviluppo verso un ridisegno funzionale di Porto Marghera. Il progetto si colloca nella più ampia strategia di costruzione di un hub intermodale sia al servizio del traffico marittimo che del territorio della nostra regione e del suo tessuto produttivo e industriale” ha concluso il Commissario Straordinario e Presidente AdSP MAS Fulvio Lino Di Blasio.

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