Lavoro portuale e marittimo: Uiltrasporti e Fit-Cisl, riconoscere attività usuranti e operativo il fondo di accompagnamento all’esodo


Lavoro portuale e marittimo: Uiltrasporti e Fit-Cisl, riconoscere attività usuranti e operativo il fondo di accompagnamento all'esodo. Le dichiarazioni delle sigle sindacali

“Abbiamo inviato, insieme alle altre organizzazioni sindacali, una nota unitaria ai gruppi parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica per chiedere un intervento parlamentare formale e concreto su due nodi cruciali per la tutela della salute e della dignità di lavoratrici e lavoratori del comparto portuale e marittimo”. Lo rende noto la Uiltrasporti che prosegue: “Vogliamo che venga finalmente riconosciuto ​il lavoro portuale operativo e marittimo come lavoro usurante e che venga data piena ed effettiva operatività al Fondo di accompagnamento all’esodo previsto dal CCNL dei lavoratori dei porti. I porti e il trasporto marittimo costituiscono l’infrastruttura strategica ed essenziale per la tenuta logistica, produttiva ed economica del Paese. Questo sistema si regge quotidianamente sul lavoro di migliaia di persone che operano 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.
Tuttavia, all’importanza economica del settore continua a non corrispondere un adeguato riconoscimento sul piano previdenziale. Le lavoratrici e i lavoratori del comparto affrontano quotidianamente- continua la nota – ​turnazioni continue e frequente lavoro notturno, esposizione costante ad agenti atmosferici, rumori e vibrazioni, movimentazione di carichi pesanti e impiego di mezzi operativi complessi, prolungati periodi di imbarco e permanenza in mare per la Gente di Mare. Si tratta di fattori che incidono pesantemente sull’usura psicofisica e sulla salute generale delle persone, rendendo insostenibile la permanenza in servizio con l’avanzare dell’età lavorativa.
Chiediamo dunque l’intervento dei gruppi parlamentari per mettere a punto un Emendamento alla Legge di Bilancio che sostenga e finanzi una modifica normativa per includere il lavoro portuale operativo e la Gente di Mare tra le mansioni usuranti, ponendo al centro le attività concrete effettivamente svolte e l’esposizione al lavoro notturno, al di là del semplice inquadramento formale.
È inaccettabile inoltre – continua la nota della Uiltrasporti – che una previsione nata dal confronto delle parti sociali per favorire l’uscita dignitosa dei lavoratori anziani e il ricambio generazionale per i giovani rimanga bloccata da ostacoli di natura amministrativa o normativa. Per questo chiediamo di sbloccare e rendere pienamente operativo lo strumento contrattuale di accompagnamento alla pensione.
Vogliamo risposte concrete e veloci da parte delle Istituzioni e in caso contrario siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie. Non chiediamo privilegi – conclude la Uiltrasporti – ma il giusto riconoscimento per condizioni di lavoro oggettivamente gravose e la concreta applicazione degli strumenti già definiti per tutelare chi garantisce, ogni giorno, il funzionamento di un settore strategico per la Nazione”.

Posizione condivisa dalla Fit-Cisl: “Chiediamo un intervento normativo che riconosca la particolare gravosità delle attività operative svolte nei porti e a bordo delle navi, inserendole tra le lavorazioni usuranti. Per questo riteniamo indispensabile che l’intervento sia costruito a partire dalle reali condizioni di lavoro, dalle caratteristiche delle mansioni e dalle specificità dei settori interessati” ha dichiarato la Fit-Cisl a proposito della nota inviata ai gruppi parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato, aggiungendo che “serve anche rendere operativo il fondo di accompagnamento all’esodo previsto dal ccnl dei lavoratori dei porti”. “È inaccettabile – prosegue la federazione dei trasporti cislina- che una previsione nata dal confronto con le parti sociali per favorire l’uscita dignitosa dei lavoratori anziani e il ricambio generazionale per i giovani rimanga bloccata da ostacoli di natura amministrativa o normativa”. “È necessario aprire un confronto con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, per individuare le soluzioni normative e finanziarie che superino le criticità e diano risposte concrete alle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori interessati. Riconoscere l’usura del lavoro portuale e marittimo non significa introdurre un privilegio, ma affermare un principio di equità, tutelando chi garantisce ogni giorno il funzionamento di settori strategici per il Paese” conclude la Fit-Cisl.

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