IMAT al Convegno sul Lavoro Marittimo a Procida: cresce la domanda di personale per lo shipping


IMAT al Convegno sul Lavoro Marittimo a Procida: cresce la domanda di personale per lo shipping. L'importanza della formazione marittima secondo il fondatore di IMAT, Rosario Trapanese

La crescita della domanda di personale marittimo, l’evoluzione tecnologica delle navi e la necessità di rafforzare il collegamento tra formazione e industria sono stati tra i temi affrontati dal comandante Rosario Trapanese, Director of New Development and Strategy di IMAT – Italian Maritime Academy Technologies, intervenuto all’VIII Convegno sul Lavoro Marittimo di Procida, tradizionale appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle Capitanerie di Porto, delle compagnie di navigazione e del sistema della formazione marittima.

L’iniziativa, promossa dal Comitato del Lavoro Marittimo e dedicata al tema “Rotte incerte, futuro necessario e irrinunciabile”, ha posto l’attenzione sulla crescente carenza di personale qualificato e sulla necessità di rafforzare il raccordo tra mondo della formazione e imprese del settore marittimo. Un tema sul quale IMAT opera quotidianamente attraverso collaborazioni con compagnie armatoriali e gruppi internazionali dello shipping.

Nel corso del suo intervento, Trapanese ha evidenziato come le prospettive occupazionali del comparto siano destinate a crescere in modo significativo nei prossimi anni. “Abbiamo effettuato un’analisi del mercato partendo dalle navi attualmente in costruzione e dagli sviluppi programmati dalle compagnie con cui collaboriamo. Solo nel settore crocieristico stimiamo un fabbisogno di circa 375 mila nuove assunzioni nei prossimi anni, alimentato anche dagli ordini di decine di nuove unità che entreranno progressivamente in servizio”.

Secondo Trapanese, la vera sfida non riguarda soltanto il numero di lavoratori necessari, ma soprattutto la capacità di prepararli per un contesto tecnologico in continua evoluzione. “Le compagnie armatoriali ci chiedono competenze sempre più avanzate. Oggi una nave costruita nel 2026 continuerà a operare per oltre vent’anni e le tecnologie installate a bordo stanno cambiando rapidamente. Per questo abbiamo orientato i nostri investimenti verso la realizzazione di ambienti di addestramento che riproducono fedelmente gli impianti reali presenti sulle navi di nuova generazione”.

Per rispondere a questa esigenza, IMAT ha sviluppato negli ultimi anni un programma di investimenti che comprende sale macchine complete, sistemi dual fuel, impianti ibridi con batterie al litio, piattaforme di automazione navale e nuove infrastrutture dedicate all’addestramento sulle tecnologie energetiche emergenti.

“Non stiamo più parlando soltanto di simulatori tradizionali”, ha spiegato Trapanese. “Abbiamo installato impianti reali, sale macchine complete e sistemi tecnologici identici a quelli che il personale troverà a bordo. L’obiettivo è consentire agli ufficiali e ai tecnici di confrontarsi con le stesse apparecchiature che utilizzeranno durante la loro attività professionale”.

Particolare attenzione è dedicata alle tecnologie legate alla transizione energetica dello shipping. IMAT sta infatti sviluppando infrastrutture dedicate alle future applicazioni legate ai combustibili alternativi, con l’obiettivo di supportare la preparazione delle figure professionali richieste dalla nuova generazione di navi.

“Abbiamo in fase di realizzazione il primo impianto LNG al mondo per il training alle operazioni di bunkeraggio, sviluppata con azoto liquido a -196°C. Il prossimo passo serà l’integrazione con motori tri-fuel compatibili con ammoniaca e metanolo.

Nel suo intervento, Trapanese ha inoltre sottolineato la crescente dimensione internazionale delle attività del centro di formazione. “Oggi sono gli operatori stranieri a scegliere l’Italia per la propria formazione. Abbiamo ufficiali e comandanti provenienti da numerosi Paesi e collaboriamo con la maggior parte dei più importanti gruppi armatoriali mondiali. Questo dimostra che il nostro Paese può svolgere un ruolo centrale nella preparazione del capitale umano necessario allo sviluppo dello shipping internazionale”.

“La domanda di lavoro esiste ed è destinata a crescere”, ha concluso. “La priorità oggi è investire nella formazione tecnologica e creare percorsi che consentano ai giovani di acquisire le competenze richieste dalle flotte di nuova generazione. È questa la condizione necessaria per garantire competitività al sistema marittimo e offrire concrete prospettive professionali alle nuove generazioni”.

image_printStampa PDF