Decarbonizzazione dell’industria marittima da oggi al 2050, l’analisi di RINA, Assarmatori e Confitarma


“Da oggi al 2050: tra sfide e opportunità per l’industria marittima” è il documento presentato da RINA, in collaborazione con Assarmatori e Confitarma che contiene le considerazioni del Comitato italiano di RINA per la decarbonizzazione dell’industria marittima, si propone di descrivere lo stato dell’arte del settore e le potenziali soluzioni al vaglio.

Grazie al dialogo tra armatori, cantieri, progettisti e fornitori di tecnologie e combustibili, il Comitato ha identificato in un sistema normativo internazionale omogeneo e nella collaborazione dei player del comparto i principali acceleratori per la riduzione delle emissioni di CO2.

Il trasporto internazionale via mare rappresenta oggi meno del 3% delle emissioni di carbonio antropogeniche mondiali. Al fine di raggiungere i target stabiliti dalle Nazioni Unite per il 2050 saranno necessari investimenti, non solo nell’introduzione di unità navali alimentate con combustibili alternativi, fortemente dipendenti dalla disponibilità e dalle infrastrutture per il loro trasporto, ma anche in interventi sulle navi esistenti. Alla luce dell’eterogeneità della flotta e delle principali soluzioni applicabili esaminate, tra cui i biofuels, la cattura dell’anidride carbonica, l’utilizzo del metano liquido, l’energia nucleare, il cold ironing e gli interventi operativi per la riduzione dei consumi, lo studio RINA evidenzia come l’uniformità normativa, sotto l’egida di un organo sovranazionale, sia risultata essere un abilitatore indispensabile per consentire all’armamento di compiere, nel breve termine, le scelte strategiche necessarie per garantire il raggiungimento degli obiettivi.

Gli investimenti per il rinnovo delle flotte ed i costi elevati dei nuovi fuel devono far considerare al legislatore quanto segue:
▪ Investire nel settore marittimo la maggior parte dei proventi derivanti dalla applicazione della ETS al settore marittimo e dalla FUEL-EU-Maritime;
▪ Incentivare coloro che investono in nuove navi/tecnologie
▪ Ridurre fino a coprire il differenziale di prezzo tra fuel esistenti e futuri fuel alternativ

Il processo di decarbonizzazione delle flotte viaggia necessariamente su due binari:
– quello delle nuove navi (incluse le grandi trasformazioni che prevedano la sostituzione del o dei motori principali) che possono pienamente giovarsi delle nuove tecnologie e dei fuel alternativi che l’industria rende via via disponibili;
– quello della flotta esistente che non potendo usare fuel con caratteristiche molto diverse dai fuel attuali, dovrà ridurre la quantità di emissioni da fuel fossile, adottando opportuni approcci di tipo operativo, accettando un impatto sul servizio, tecniche per la riduzione dei consumi, ed eventualmente e per quanto possibile con l’impiego in aggiunta ai fuel esistenti, quote crescenti di fuel compatibili come i bio-combustibili

Studio consultabile su https://scresources.rina.org/media/From-Today-to-2050-Challenges-and-Opportunities-for-the-Maritime-Industry-it.pdf

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