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Formazione marittima, CETENA realizzerà il simulatore navale per l’Accademia della Marina Mercantile

Formazione marittima, CETENA realizzerà il simulatore navale per l’Accademia della Marina Mercantile

da redazione 3 anni fa3 anni fa

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Per raggiungere questo obiettivo occorre fare sistema tra i porti italiani del Nord Adriatico e rafforzare le infrastrutture terrestri di collegamento, proseguendo lungo la linea d'azione condivisa con le Regioni Veneto ed Emilia-Romagna. Risulta altresì necessario un rilancio a livello nazionale dell'asse adriatico — storicamente penalizzato rispetto a quello tirrenico — sia per il trasporto merci sia per la mobilità dei cittadini". Un tema ripreso anche dal presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo: «L'Alto Adriatico deve presentarsi in Europa come un unico sistema, una porta d'accesso per tutto il continente. È il lavoro che portiamo avanti anche con l’Associazione NAPA che unisce gli scali di Trieste, Venezia, Ravenna, Capodistria e Fiume per far valere a Bruxelles con una voce sola le priorità che ci accomunano: collegamenti ferroviari e intermodalità, transizione energetica, sicurezza delle catene di approvvigionamento e investimenti nelle infrastrutture che legano i nostri porti all'Europa centrale e orientale». 1ª Sessione - Adriatico, golfo centrale del Mediterraneo Esteso La prima sessione della giornata ha affrontato il ruolo dell’Alto Adriatico nel nuovo scenario geopolitico e geoeconomico del Mediterraneo, con particolare attenzione alle dinamiche che interessano Trieste, alle nuove rotte e al progetto IMEC. Enrico Verga, Advisor in Geopolitica Strategica per Investitori Infrastrutturali, per il cs il tuo paragrafo: Secondo l'analisi di Enrico Verga, Advisor in Geopolitica Strategica per Investitori Infrastrutturali, la Pax Americana è finita: gli Stati Uniti puntano ora a controllare direttamente i sistemi produttivi ed energetici chiave, più che a difendere il dollaro come valuta di riferimento per le materie prime. In questo scenario la Via della Seta cinese e il corridoio IMEC, che collega Mumbai a Trieste, convergono nell'Oceano Indiano, area di crescente tensione tra le grandi potenze, dove anche un singolo attacco a una nave può far salire noli e costi assicurativi e deviare i flussi commerciali. Per Trieste, terminale europeo dell'IMEC, la sfida è saper navigare in questa instabilità. La sessione si è conclusa con Alessandro Panaro, Head of Maritime & Energy Department di SRM, che ha delineato la posizione dei porti italiani e dell’Alto Adriatico in un Mediterraneo ridisegnato dalle crisi di Suez e Hormuz. Nel 2025 i porti italiani hanno movimentato 510,8 milioni di tonnellate di merci (+3,5% sul 2024), con l’Alto Adriatico che pesa per il 30,1% sulle rinfuse liquide e per il 44,2% sulle rinfuse solide nazionali, confermandosi strategico per gli approvvigionamenti energetici e di materie prime del Paese. Un ruolo esposto agli shock geopolitici: i transiti delle portacontainer a Suez sono diminuiti del 73% tra giugno 2023 e giugno 2026, mentre a Hormuz le petroliere in transito sono calate dell’80% tra giugno 2025 e giugno 2026. In questo scenario, Panaro ha evidenziato la necessità di rafforzare la resilienza e la competitività dell’Alto Adriatico attraverso una maggiore connettività, l’integrazione tra porti, ferrovia e sistema produttivo e il consolidamento dello short sea shipping. Trieste rafforza il proprio ruolo: è quarto porto UE per short sea shipping con 44,1 milioni di tonnellate, mentre il sistema dell’Alto Adriatico ha superato l’Arco Ligure e Livorno per numero di treni merci con origine o destinazione nei porti, con 21.083 convogli contro 19.906 (51,4% del totale). Panaro ha infine indicato nell’innovazione e nella sostenibilità – dal cold ironing ai combustibili alternativi fino alla digitalizzazione – alcuni dei fattori destinati a incidere sulla competitività futura dei porti, insieme alla capacità di rafforzare i collegamenti con i distretti produttivi e di creare condizioni favorevoli per attrarre nuovi traffici e investimenti. 2ª Sessione - Alto Adriatico, porta d’Europa. Un sistema esteso di porti e il ruolo di Trieste La prima tavola rotonda della seconda sessione ha riunito terminalisti, operatori digitali e autotrasportatori sulla pressione che la crescita dei traffici esercita sul porto di Trieste. Guido Raso, amministratore delegato di Samer Seaports & Terminals, ha spiegato che la capacità è ormai satura e che i problemi di "domani mattina" vanno risolti senza attendere i piani infrastrutturali di medio-lungo periodo, ricordando che da metà ottobre il collegamento con Damietta di DFDS passerà a due scali settimanali. Antonio Barbara, amministratore delegato di HHLA PLT Italy, ha presentato i 37.000 metri quadrati ricavati dalla riqualificazione dell'ex Ferriera di Servola e chiesto una rete infrastrutturale ridondante, con controlli e sdoganamento disponibili 24 ore su 24. Jens Peder Nielsen, amministratore delegato di Aquila, ha illustrato lo stato del progetto per la realizzazione di un terminal sul Canale Navigabile in Ungheria, un investimento da oltre 200 milioni di euro attualmente oggetto di revisione da parte del nuovo governo di Budapest. Luca Abatello, CEO e presidente di Circle Group, ha indicato nel Port Community System di Trieste-Monfalcone uno strumento chiave per rendere disponibili in anticipo le informazioni relative alle navi e alle merci in arrivo e per digitalizzare la documentazione, a partire dall’e-CMR. Roberto Vidoni, CEO di Autamarocchi, ha ricordato che il vero costo per l'autotrasporto sono le attese, e che il 60% del mercato austriaco, circa un milione di TEU, passa ancora dai porti del Nord Europa: per intercettarlo il Nord Adriatico deve agire come sistema unico. 3ª Sessione - Porto e industria, oltre la Zona Franca La sessione dedicata ai porti industriali del Friuli Venezia Giulia ha allargato lo sguardo oltre la semplice movimentazione delle merci. Enrico Samer, presidente e amministratore delegato di Samer & Co. Shipping, ha spiegato che il porto industriale esiste per servire le imprese insediate: a Trieste è in corso una rinascita con vocazione heavy lift e nuovi insediamenti industriali, mentre per Trieste e Porto Nogaro i dragaggi restano la condizione per accogliere navi più grandi e ridurre i noli. Paolo Guidi, presidente di Assologistica e general manager di CMA CGM Italy, ha proposto una visione di sistema Paese, con porti specializzati, retroportualità efficiente e un marketing nazionale capace di attrarre flussi oggi diretti ai porti del Nord Europa, indicando in Trieste la porta verso l'estero. Guidi ha richiamato anche la necessità di riequilibrare i flussi containerizzati (export in calo del 2,7% e import in crescita del 7% a luglio da inizio anno) e di investire nella formazione, dalla scuola all'università, per rafforzare le competenze della filiera logistica. Il confronto sul rapporto tra porti dell'Alto Adriatico e industria ha messo al centro la capacità della logistica portuale di servire il sistema produttivo. Francesco Benevolo, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centro Settentrionale, ha indicato nella collaborazione tra i porti, in una logica di piattaforma integrata, la via per proporsi come hub europei. Walter Gregori, segretario generale dell'Associazione spedizionieri e terminalisti del Friuli Venezia Giulia, ha richiamato il Porto Franco internazionale di Trieste come asset competitivo da valorizzare anche per le lavorazioni industriali. Andrea Cappa, direttore generale di Confetra, ha ricordato che per le imprese l'efficienza si misura nella certezza e nella rapidità con cui le merci raggiungono la destinazione. Paolo Cornetto, amministratore delegato di FHP Group, ha segnalato come i pescaggi insufficienti e lo scarso utilizzo della ferrovia pesino sulla competitività, auspicando una partnership strategica tra banchina e fabbrica. Tullio Bratta, consigliere delegato di Fantoni, ha illustrato l'investimento a Trieste per integrare logistica e produzione nella filiera del metanolo. Carlo Merli, amministratore delegato di Setramar Port Holding, ha indicato in cooperazione, intelligenza artificiale e nuove competenze le leve per affrontare i cambiamenti del settore. Infine Anna Carnielli, Avvocato, Studio B&C Barcati-Carnielli e Gabriele Alessandro Querci, Presidente, Rivista Edizioni Trieste hanno approfondito il rapporto tra diritto doganale e marittimo nel commercio internazionale, evidenziando la necessità per le imprese di sviluppare una maggiore compliance doganale e una conoscenza integrata della supply chain marittima alla luce della riforma del Codice doganale dell’Unione. 4ª Sessione - Energia e materie prime critiche Il panel sulle materie prime critiche è stato introdotto dal presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo: «Sulle terre rare l'Europa si gioca una parte decisiva della propria autonomia strategica, e i porti possono avere un ruolo lungo tutta la filiera. L'Adriatico può affrontare questa sfida facendo sistema, con Marghera, Ravenna e Trieste che mettono insieme vocazioni complementari. Trieste offre fondali naturali profondi, capaci di accogliere grandi navi, collegamenti ferroviari con il cuore del continente e il regime di Porto Franco, ma soprattutto un polo scientifico di livello internazionale come l'Università ed Elettra Sincrotrone. Unire porto, industria e ricerca significa fare del nostro mare non solo una via d'accesso, ma un luogo in cui si genera valore». Su questa linea Mario Petrosino, direttore operativo dell'AdSP del Mare Adriatico Centro Settentrionale, ha approfondito il peso dell'Alto Adriatico negli approvvigionamenti, mentre Paolo Bevilacqua dell'Università di Trieste e Giorgio Paolucci, chief scientific officer di Elettra Sincrotrone Trieste, hanno illustrato il contributo che l'ateneo e la luce di sincrotrone possono dare allo studio dei materiali. La quarta sessione, dedicata a energia e materie prime critiche, ha riportato al centro il ruolo dell'Adriatico come mare dell'energia. Nel panel sull'energia, Alessandro Gorla, presidente e amministratore delegato di SIOT, è intervenuto sull’hub energetico di Trieste che rifornisce il 100% del fabbisogno di petrolio della Repubblica Ceca e il 40% di quello tedesco, oltre a una quota signifciativa di quello austricato. Elisabetta Piana, amministratore delegato di Karberg & Hennemann si è soffermata sulla filtrazione fine dell'olio in nave e in porto, dove un olio idraulico pulito consente di prolungare la vita utile delle apparecchiature e Stefano Rascioni, general manager Integrated Systems & Solutions di Wärtsilä Italia, ha presentato uno studio per l’alimentazione del polo crocieristico di Trieste sul cold ironing con pannelli solari sui tetti di diversi edifici della città in congiunzione con batterie di storage. Secondo Wärtsilä questo sistema consentirebbe di alimentare le navi da crociera elettricità al 95% da fonti rinnovabili. Il panel sulle materie prime critiche è stato introdotto dal presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo: «Sulle terre rare l'Europa si gioca una parte decisiva della propria autonomia strategica, e i porti possono avere un ruolo lungo tutta la filiera. L'Adriatico può affrontare questa sfida facendo sistema, con Marghera, Ravenna e Trieste che mettono insieme vocazioni complementari. Trieste offre fondali naturali profondi, capaci di accogliere grandi navi, collegamenti ferroviari con il cuore del continente e il regime di Porto Franco, ma soprattutto un polo scientifico di livello internazionale come l'Università ed Elettra Sincrotrone. Unire porto, industria e ricerca significa fare del nostro mare non solo una via d'accesso, ma un luogo in cui si genera valore». Su questa linea Mario Petrosino, direttore operativo dell'AdSP del Mare Adriatico Centro Settentrionale, ha approfondito il peso dell'Alto Adriatico negli approvvigionamenti, mentre Nel confronto dedicato alle materie prime critiche, Giorgio Paolucci, Chief Scientific Officer, Elettra Sincrotrone Trieste, ha evidenziato il ruolo dell’ecosistema scientifico triestino nel supportare l’industria nell’analisi, nella purificazione e nel riciclo dei materiali, sottolineando come le infrastrutture di ricerca possano contribuire a conoscere composizione e caratteristiche delle materie prime e dei materiali recuperati, anche nell’ambito dell’urban mining. Il professor Paolo Bevilacqua dell’Università degli Studi di Trieste, ha richiamato invece la rilevanza strategica di elementi come litio e neodimio e gli obiettivi fissati dal Critical Raw Materials Act europeo, indicando nella combinazione tra accessibilità portuale, competenze scientifiche e formazione universitaria una delle condizioni per sviluppare a Trieste un polo dedicato alla raffinazione, alla gestione e al recupero delle materie prime critiche. L'Adria Shipping Summit chiude i lavori a Trieste e passa il testimone a Ravenna, che ospiterà l'edizione 2027. L'appuntamento riparte così per il secondo giro tra i porti dell'Alto Adriatico, con l’obiettivo di fare sistema attorno a temi comuni: corridoi, intermodalità, energia e competitività del sistema portuale. Francesco Benevolo, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centro Settentrionale, ha dato appuntamento a Ravenna nel 2027. Adria Shipping Summit è l’evento di riferimento per il cluster produttivo-marittimo dell’Alto Adriatico, dedicato ai porti e alle filiere industriali che gravitano attorno ai sistemi portuali di Ravenna, Trieste e Venezia, governati dalle rispettive Autorità di Sistema Portuale. Organizzato da Clickutility, il summit promuove l’incontro tra istituzioni, imprese, operatori logistici e stakeholder del territorio, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione e la cooperazione tra i segmenti produttivi e dello shipping, in una prospettiva europea e globale. Dopo l’edizione inaugurale svoltasi a Ravenna nel 2024 e quella a Venezia del 2025, l'edizione di quest'anno si tiene a Trieste per proseguire il confronto sul ruolo dell’Alto Adriatico nei grandi sistemi logistici, industriali ed energetici nazionali. Il testimone passa al porto di Ravenna per l'edizione 2027

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