Vita di bordo, soldati del mare e della vita


Sono al mio secondo imbarco da Allievo Ufficiale di Coperta della Marina Mercantile e già non riesco a fare a meno di questo settore. Ho avuto grandi soddisfazioni ma anche difficoltà, il mare è una forza della natura e fare parte di un team di conduzione e gestione della nave necessita di un grande senso di responsabilità e del dovere.

Questa per me è la carriera più bella del mondo, ma non bisogna nascondere che ci possono essere anche momenti molto duri a bordo. Le difficoltà in mare si moltiplicano perché bisogna affrontarli da soli e, se si imbarca solo per guadagno, senza dei principi etici, morali, statene sicuri che mollerete.

Bisogna farlo per passione, per l’onore.

Quello che noto in tante persone tra cui anche comandanti, ufficiali, marinai è che, a differenza della Marina Militare, della Guardia Costiera che si assicura che tutti crescano e puntino su un bagaglio di conoscenze morali prima che tecniche, in Marina Mercantile non tutti rispettano le norme morali del mare.

Secondo il mio parere, analizzando i vari motivi, ho dedotto che manca un “SISTEMA DI VALORI”, una Componente educativa che formi i marittimi civili, dimenticando appunto quell’etica, quella ricerca dell’onore e della lealtà che ha sempre distinto i marinai, soprattutto quelli italiani, secondi a nessuno.

La maggior parte degli istituti Nautici civili italiani secondo il mio parere, a differenza delle scuole militari si concentrano esclusivamente sulle competenze tecniche tralasciando quelle morali.
Dovrebbero a mio riguardo introdurre delle ore dedicate a quei valori, e fermamente mi farò sentire perché ciò accada.

Consiglio agli allievi di richiedere tutto ciò.

Una delle regioni che lavora molto sui valori etici e morali della Marina Mercantile e della quale nutro molta ammirazione è la Sicilia, precisamente, Catania, che punta molto su approcci diretti con i futuri allievi, tutto questo soprattutto grazie alla Preside Brigida Morsellino, dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Duca degli Abruzzi” di Catania e dell’ Accademia della Marina Mercantile che ha sede nello stesso istituto; agli allievi vengono inculcati i principi etici del mare dettagliatamente e non solo teoricamente ma anche attraverso ad attività sportive e sul campo.

Principi che tutti dovrebbero seguire;

Bisogna diventare soldati della vita e tutto questo NON HA NULLA A CHE FARE CON LE ARMI. Per definizione, per soldato si intende: “UN UOMO DETERMINATO, DIFENSORE DI UN IDEALE E DI UNA FEDE;

La nostra fede è la Marina Mercantile, un corpo PARAMILITARE DELLA MARINA IMPEGNATO NEL TRASPORTO DI PASSEGGERI E MERCI ma è pur sempre un corpo in ausilio alla Marina Militare che si ispira ad una gerarchia militare. Infatti è un corpo gestito dalle Capitanerie di Porto che vogliono assicurarsi che a bordo ci siano uomini di mare leali e responsabili.

Parlo di soldati della vita perché a bordo oltre a momenti bellissimi troverete problemi relativi ad alti ritmi di lavoro, poche ore di sonno, litigi con i colleghi, mancanza di comfort dovuti a problemi di bordo, e se non avete la giusta determinazione, una forte perché relativo all’onore molto probabilmente mollerete.

Un esempio: “Sulla nave sulla quale sono a bordo in questo momento abbiamo avuto una rottura al boiler della nave, per giorni è mancata corrente, acqua calda e riscaldamento! Ho preso l’influenza, mi toccava quindi con l’influenza dormire nella cabina fredda, svegliarmi alle 5 30 del mattino, lavarmi con l’acqua fredda e andare in garage per un turno di 6 ore fino a mezzogiorno dopodiché un altro turno dalle 18 a mezzanotte.

Secondo voi mi sono arreso? No!

Mi avevano consigliato di riposare ma non ho abbandonato la guardia perché un vero ufficiale di marina vive per il suo lavoro. Mio papà era un Vam dell’Aereonautica Militare, i superiori lo facevano dormire 2 ore a notte, gli bruciavano il palmo della mano e gli dicevano: “Hai dolore?? Lo so che hai dolore ma lo supererai “perché un Vam è di Ferro”. Metaforicamente significava che, con il giusto spirito e preparazione, si supera ogni avversità, facendolo dormire poco e svegliandolo per la marcia in piena notte senza motivo e facendolo marciare si assicuravano che in caso di emergenza fosse abituato ad essere attivo.

Le accademie navali fanno lo stesso, preparano prima gli allievi alle avversità. In Marina mercantile appunto le emergenze in mare non mancano, tra pericoli d’incendio, incagli, collisioni, bisogna essere efficienti anche fuori turno, con poche ore di sonno, al freddo e senza elettricità.

Per questo bisogna essere consapevoli che il mare è duro, e la Marina si differenzia proprio per il “senso del dovere compiuto fino in fondo, a qualsiasi costo: “A prescindere dalle difficoltà fisica e psicologiche”

L’Accademia di Livorno prepara a tutto questo, fa dormire gli allievi nelle camerate senza riscaldamento a piedi nudi, e guai a chi si alza per buttarsi sotto una doccia calda prima dell’alba, la Nunziatella a Napoli fa lavare gli allievi nei locali con lavandini con l’acqua fredda, gli fa fare il letto in 30 secondi.

Sull’Amerigo Vespucci i valori del team work sono alla base di tutto, gli Ufficiali dormono su amache tutti insieme, e pur essendo ufficiali fanno i lavori dei mozzi, come le pulizie della nave.
Ed è proprio a strutture come l’Accademia di Livorno, come la Nunziatella o alla nave Scuola Amerigo Vespucci che mi ispiro.

Sono proprio di quei valori che parlo, valori di autodisciplina trasmessi anche attraverso le multi-discipline sportive come vela, piscina, canottaggio, equitazione, che necessitano di lealtà, dedizione e responsabilità.

L’ obiettivo principale è quello di imprimere delle regole e di insegnare a seguirle con lealtà, tutto necessità di regole e disciplina, lo sport, il lavoro, la società. L’autodisciplina non è altro che l’accettazione volontaria di quelle regole e l’applicazione di esse a qualsiasi costo e con lealtà.

A prescindere dalle difficoltà e dall’ umore con la quale ci svegliamo, ogni giorno dobbiamo svolgere i nostri compiti con la massima responsabilità e passione.

Ma come si fa a diventare un soldato del mare in Marina Mercantile?   “Superando le avversità con l’’arma dell’etica morale e della passione”
Per questo si parla di onore, solo chi è leale lo conquisterà ed i gradi alti di questa carriera, solo chi è pronto a tutto per questa carriera diventerà un grande comandante ed un grande leader.

Il famoso detto “il comandante è l’ultimo ad abbandonare la nave e affonda con essa” e legata al senso del dovere a qualsiasi costo.

Ci sono tanti esempi di comandanti della marina mercantile che hanno seguito alla lettera i codici etici del mare, da veri soldati della vita John Edward Smith del Titanic che volontariamente e per atto di fede decise di affondare con la nave, restando legato con la sua missione di vita per l’’eternità

Il comandante Calamai che non voleva abbandonare l’Andrea Doria e fu convinto da un ufficiale
Il comandante Gennaro Arma che durante la pandemia è stato l’ultimo a scendere solo dopo essersi assicurato di aver combattuto un nemico invisibile al 100%.

Come possiamo applicare questo codice etico noi allievi di coperta?
“Studiano al 100% ogni giorno a scuola, facendo i propri compiti a casa anziché uscire, studiando qualche ora extra il sabato e la domenica per andare volontari all’ interrogazione di navigazione,
Portando a termine ogni imbarco a qualsiasi costo a prescindere dalla situazione, dalle difficoltà, dai colleghi scontrosi e razzisti, dalla mancanza di comfort, dalle poche ore di sonno, dal comandante che non apprezza nulla anche se date il 100%.

Voi siate soldati del mare, andate a casa solo quando sarete sicuri di aver compiuto il vostro dovere con lealtà ed a qualsia costo.

Siete ufficiali ora, siete soldati del mare e della vita.

Io Giovanni CARMINE Serva prometto di seguire il codice morale della Marina e di diventare leader prima che Comandante, esempio e faro degli studenti del nautico nonché futuri ufficiali e aspiranti comandanti.

Allievo Ufficiale di coperta
Serva Giovanni Carmine

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