“Questo significa essere un vero Ufficiale, così si diventa leader, combattendo al fianco di chi lotta dal basso”


Un vero leader marittimo, un vero Comandante è colui che segue l’andamento lavorativo ma soprattutto emotivo di ogni singolo membro dell’equipaggio.
Questa regola l’ho seguita già da Allievo Ufficiale.
Per me non esiste differenza: i gradi sono una gloria personale ma quella gloria non deve abusare di chi non ne ha.

A bordo delle navi incontreremo tanti marinai che vengono dalla fame, che lavorano anche dieci mesi di seguito per poter mandare i soldi alle famiglie dall’altra parte del mondo, e chi sono io per sentirmi superiore ad essi solo perché sono un Ufficiale e loro no?

Il mio più grande mentore a bordo, al mio primo imbarco, è stato un timoniere originario dell’Honduras, Rene Alexander Martínez Reneau; mi ha fatto stare al timone, mi ha insegnato tutte le tecniche per manovrare una nave di 210 metri in canali stretti, porti e bassi fondali. Mi ha dato consigli di vita e mi ha sempre detto di non dimenticare mai la beneficenza ai poveri.

Io, il primo ufficiale, Natale D’Esposito, ‘un altro grande leader’ e René abbiamo stretto un legame particolare.

Ma non abbiamo abbassato la guardia. Abbiamo combattuto, ci siamo uniti e abbiamo lottato per la lealtà, per il codice della navigazione e per quel codice invisibile dei veri marinai che include l’uguaglianza, la fratellanza, Ci siamo riuniti e abbiamo parlato con diplomazia a quella gente, a quella minoranza che macchia un mondo fantastico come la carriera marittima, a cui abbiamo fatto capire che non funziona così.

La carriera marittima deve essere una missione di vita, passione fratellanza. Siamo una squadra che è pronta a lottare per ogni ingiustizia.

Al tavolo degli Ufficiali non mi sono mai permesso di farmi servire da un cameriere o non mi sono mai permesso di dare ordini senza un per favore.
Ho seguito giorno dopo giorno l’andamento morale di marinai, camerieri, cuochi. Finita la guardia sulla plancia di comando scendevo, facevo il giro in ogni cabina e ascoltavo le loro pene, i loro sogni infranti, quasi sempre trovavamo una soluzione, e ogni giorno ci tiravamo su di morale gli uni con gli altri.

Questo significa essere un vero Ufficiale, così si diventa leader, combattendo affianco di chi lotta dal basso, perché come diceva spesso il timoniere Renè: “Anche i poveri meritano di vivere, i ricchi lo fanno ogni giorno”

La nostra missione come aspiranti comandanti e leader della vita sarà quella di regalare una briciola di gloria anche ad essi.

Allievo Ufficiale di coperta
Serva Giovanni Carmine

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